Presentazione Comitato e breve cronistoria
Il Comitato per la tutela ambientale di Villa e di Cunettone nasce nel dicembre 2006 a seguito della ventilata ipotesi del trasferimento dello stabilimento della società Tavina spa dall’attuale sito zona lago all’area di Pratomaggiore, area verde che si trova fra la parrocchia di Villa e il centro abitato di Cunettone, nel Comune di Salò. In particolare il 13 luglio 2006 il sig. Fontana Armando in qualità di legale rappresentante della società Tavina Spa chiede un parere preliminare al Comune per localizzare presso l’area di proprietà un complesso edilizio da destinare a strutture residenziali e trasferire l’attività altrove per avviare un nuovo impianto produttivo nel Comune di Salò.
Il sindaco di Salò, avv.to Cipani, risponde il 31 luglio 2006 evidenziando che un eventuale delocalizzazione della struttura produttiva Tavina e il trasferimento in un'altra zona del territorio comunale “più consona” al tipo di attività rispetto all’attuale non può che essere considerata con favore. Nel paese si incomincia a discutere e alcuni cittadini, soprattutto delle frazioni di Villa e di Cunettone esprimono contrarietà alla richiesta dell’azienda durante un incontro con il Sindaco avvenuto in ottobre in Comune. Preoccupati degli sviluppi un gruppo di residenti si incontra e decide di costituire il Comitato che si prefigge di tutelare il territorio e in particolar modo di bloccare il trasferimento della fabbrica della società salodiana nell’area verde di Pratomaggiore. L’oggetto del Comitato viene espresso nel testo di una petizione che raccoglie in breve tempo la sottoscrizione di molti residenti del Comune di Salò e che chiede anche l’apertura di un dialogo e di una discussione fra l’amministrazione e la cittadinanza. Si veda lo statuto del comitato che specifica gli intenti e l’organizzazione dello stesso.
Le motivazioni di questa mobilitazione in breve sono di seguito indicate (si veda inoltre la relazione tecnica allegata). L’area di Pratomaggiore ha un forte valore dal punto di vista storico, ambientale, paesistico e funzionale. Infatti, dal punto di vista storico, nell’area sono stati ritrovati resti romani e nello scorso secolo sono stati ritrovati tracce di muri e di fondamenta antiche. Dal punto di vista ambientale l’area è molto importante come fascia di rispetto per il centro storico di Villa, non solo come salvaguardia della sua identità di borgo di origine rurale, ma per le sue concrete valenze e potenzialità ambientali e paesaggistiche d’insieme. Basta vederlo: uno degli ultimi baluardi nel territorio distrutto lungo l’asse viario tra Cunettone e Desenzano del Garda. L’analisi del consumo del suolo di questi ultimi decenni incrociato con i dati della crescita della popolazione e dell’aumento delle seconde case, evidenzia come di fronte ad un aumento esponenziale del territorio consumato a fini edilizi non sia corrisposto un aumento della popolazione residente e, dato che tale consumo non è attribuibile alla realizzazione di attività produttive o di servizio se non in minima parte, si può affermare che insistere in tale insensato spreco di risorse limitate - il territorio – sia insostenibile e controproducente per settori quali l’agricoltura e il turismo. Inoltre analisi condotte negli anni sull’area di Pratomaggiore da geologi e urbanisti hanno rilevato l’inadeguatezza del suolo ad una sua espansione urbanistica per i gravi problemi idrogeologici del comparto: il territorio individuato non è in grado di sostenere un simile intervento !! Si ricordi, ad esempio, il nubifragio degli anni ’89 e ‘93.
Quando si è diffusa la notizia del trasferimento della Tavina il Comitato per la tutela ambientale di Villa e di Cunettone e i cittadini si sono resi conto che l’operazione immobiliare più grande di questi ultimi anni coinvolgeva una società che era controllata indirettamente da un gruppo finanziario di Torre del Greco (Napoli) Bottiglieri De Carlini Rizzo, tramite la Sangemini Holding. Voci provenienti dall’azienda, non confermate dalla lettura dei certificati camerali, affermano che da fine dicembre 2006 gli attuali soci della Tavina siano la società finanziaria bresciana Primavera Spa, una parte degli eredi del fondatore della Tavina e i fratelli Fontana di Salò. Il timore del Comitato è che dietro alla richiesta di delocalizzazione dell’attività industriale dall’attuale sito “vicino alle rive” all’area verde di Pratomaggiore ci sia in realtà un’operazione di pura e semplice speculazione immobiliare che tra l’altro servirebbe per risistemare l’azionariato della Tavina dove la merce di scambio è una appetibile area industriale da convertire in residenziale. La richiesta della società è assecondata da una Giunta Comunale che, a tutti i costi, vuole allontanare dalle rive realtà non residenziali.
Il Comitato chiede invece al Comune e a tutti gli Enti preposti:
- di verificare se sussistono problematiche tecnologiche altrimenti irrisolvibili che impongano tale trasferimento e reali vincoli allo sviluppo economico dell’azienda come fra l’altro specificato nella prima domanda inoltrata in Comune;
- di valutare questa proposta ponendo la necessaria attenzione al tema del consumo di suolo e all’uso che se ne vuole fare e di tener in maggior considerazione le frazioni che non possono essere viste solamente come luoghi ove delocalizzare funzioni non gradite al centro salodiano soprattutto quando i piani urbanistici puntano ad un accrescimento della loro vocazione residenziale;
- di considerare invece come valorizzare l’ultima piana verde di Salò inserita in un contesto ambientale ancora integro che arriva fino all’area dei laghetti di Sovenigo e quindi verso i comuni di Puegnago di Gavardo e Polpenazze;
- di impedire che, per l’ennesima volta, pressioni palesemente speculative danneggino gli interessi dell’intera collettività e minino il patrimonio ambientale dell’area gardesana, richiamo per i tanti turisti italiani e stranieri;
- di tutelare la Partecipazione: maggiore coinvolgimento deve essere dato ai singoli cittadini, alle realtà associative, imprenditoriali e sindacali presenti sul territorio e a tutti coloro che sono portatori di interessi diffusi. Figure chiamate a fornire il loro contributo in termini di sensibilità e rappresentazione di particolari e diversificate esigenze al fine di costruire un quadro che restituisca la complessità del territorio e crei le premesse per la soluzione dei problemi.
L’obiettivo del Comitato è quindi di porre al centro dell’attenzione gli obiettivi di tutela del territorio rendendosi disponibile al confronto con l’Amministrazione, con tutti gli Enti preposti, con le forze politiche, le associazioni e tutti i cittadini.
Marzo 2007
