"Siamo quasi al limite"
Le conclusioni di questi dati sono:
1. Rispetto alla situazione d’inizio novecento, con la sostanziale esistenza dei soli Centri Storici mentre il consumo di territorio è aumentato del 575%, le abitazioni del 535% e i vani del 637% la popolazione è aumenta solamente del 69%.
Quindi si può parlare di spreco di territorio.
2. In meno di 100 anni su 460 ettari di terreno adeguati alle attività umane ben 350 ne sono stati consumati per urbanizzazioni. Ne rimangono solamente circa 110.
Questo è il LIMITE fisico, non ampliabile, che deve bastare per le necessità della Comunità di Salò per le prossime generazioni.
L’importanza quindi delle aree libere assume un valore ed un interesse pubblico molto alto.
CONSUMO SUOLO
Testo tratto da: "Relazione PRG di Salò" - arch. Costantino - 1989/90
Il numero delle abitazioni è più che raddoppiato nel corso degli ultimi trent’anni.
Si tratta di uno sviluppo abnorme, che certamente ha creato e continuerà a produrre più svantaggi che vantaggi, aggravato dalla estrema difficoltà non tanto per porvi rimedio quanto di frenarne il corso.
Si è infatti innescato un processo di attesa generalizzata: non vi è proprietario di suolo, ovunque collocato magari in luoghi irraggiungibili, che non si ritenga portatore di diritto consolidato (quindi conculcato se non preso in considerazione) di costruire, lottizzare, di trasformare dalla condizione agricola o naturale a suolo da sfruttare per iniziative immobiliari.
Se si dovesse accontentare tutti, anche in minima parte, e pure escludendo i picchi più impervi, il numero dei vani edificabili potrebbe decuplicarsi e la rete viaria di Salò non riuscirebbe a contenere il parco auto corrispondente, nemmeno se tenuto immobile, una macchina stipata dietro l’altra e in più file per corsia.